Tennis Club Manerbio

Torneo Savoldi-Cò

Il sogno continua

Gianni Saldini e il tennis Manerbio guardano al 100 mila dollari come possibile traguardo futuro e intanto hanno preparato con la solita professionalità, serietà e accuratezza la seconda edizione del 75 mila dollari «Dimmidisì», trentaseiesimo memorial «Savoldi-Cò». «I sogni non tutti si avverano, purtroppo, per gli uomini, ma i sogni sono veri finchè durano e noi ci sentiamo degli Dei quando sogniamo».

Non solo. Ci sentiamo degli Dei anche quando i sogni si avverano. Prendete Victor Crivoi. Nel 2008, qui a Manerbio, il suo sogno divenne realtà e da quel momento il romeno si è sentito invincibile, un marziano, un tennista di un altro pianeta. Crivoi ha iniziato a guardare in alto e la vetta gli è sembrata sempre più a portata di mano. Al Roland Garros ha superato tre turni delle qualificazioni e uno del tabellone principale prima di fermarsi di fronte a Gael Monfils, numero dieci al mondo, per 4-6, 3-6, 3-6. Per non dire che un mese prima, a Roma, si era fermato sempre al secondo turno di fronte allo svedese Robin Soderling, finalista a Parigi. Crivoi ha sognato e continua a farlo, ma nel frattempo ha portato a casa 140 punti circuito Atp e quasi trentamila dollari, tanti quanti (forse) ne aveva vinti finora in carriera.

E che dire dello spagnolo Almagro, il vincitore di Manerbio nel 2004. Da giovane ed estroverso sognatore, a numero 51 al mondo, a vincitore del torneo di Acapulco contro il francese Gael Monfils con un doppio 6-4 per trovarsi tra le mani 500 punti Atp e una montagna di dollari in un solo torneo (300 mila). Almagro non ha smesso di sognare ed ha fatto di tutto a Parigi affinchè il suo sogno diventasse realtà. Non c'è riuscito, perchè non sempre i sogni si realizzano, ma si è fermato al terzo turno dopo una vera e propria battaglia con il connazionale Fernando Verdasco, numero otto al mondo, con i parziali di 2-6, 6-7 (4-7 il tie break), 6-7 (8-10).

Come Crivoi e Almagro, Gianni Saldini e tutti i dirigenti del Tc Manerbio non vogliono smettere di sognare, ma lavorare per continuare a portare avanti un sogno che ci fa sentire tutti degli «Dei».

Salvatore Messineo

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