Se è vero che la matematica non è un'opinione, anche i numeri hanno un loro valore. Indiscutibile, Allora proviamo a ‘dare i numeri' del torneo tennistico manerbiese e vedere che cosa celano e rivelano al contempo.
36: è il numero dell'edizione di quest'anno . Dietro questa facciata leggiamo una lunga storia fatta di 35 appuntamenti precedenti , succedutisi sulla scia di una iniziativa avviata nel 1973 , perpetuati ne rispetto di una tradizione e nel desiderio di mantenere vivo il connubio fra sport e ricordo. Trentasei anni fa, il torneo nacque legandosi ad un nome: quello dl tenente colonnello Antonio Savoldi, pilota per professione , tennista per passione, manerbiese sempre per vocazione, anche nelle missioni oltreoceano o nei cieli della Sardegna, quei cieli che lo vollero con sé strappandolo alla terra in una giornata di inizio luglio.
27: è il numero dell'edizione in cui al nome di Savoldi si aggiunge quello del maggiore Marco Cò. Era ancora d'estate , l'estate del 1999, quando un altro manerbiese, un altro pilota, un altro sportivo entrò nella grandezza del cielo. L'anno successivo, il 2000, il torneo unì i due giovani, coraggiosi quanto sfortunati, intitolando ad entrambi una competizione già vincitrice e consolidando il sodalizio fra tennis ed aeronautica.
75: "mila dollari", aggiungiamo. Il torneo nacque come evento quasi amatoriale: negli anni , poi, iniziò la sua scalata fino a diventare un Challenger Internazionale. Alla definizione si aggiunsero i numeri : per qualche tempo fu un Challenger Internazionale da 25 a 50 mila dollari; in tempi recenti è divenuto un Challenger da 75 mila dollari. E' questa la somma del montepremi ed una cifra che , per la consistenza, indica la consistenza stessa del torneo. Perché la competizione in tre decenni e più ha visto il consenso e l'appoggio non soltanto del membri del circolo manerbiese, ma delle istituzioni locali, provinciali, regionali, della Federazione tennistica, di un numero crescente di sponsor. Questa rete di sostenitori non riduce il torneo a mero business, ma lo rende un investimento di fiducia, segno di approvazione, una condivisione di motivazioni ed intenti.
1: è il numero di Gianni Saldini. E' lui il numero uno. Il primo che lo volle, lo ideò, lo organizzò. Il primo a credere nel significato dell'evento. Lui è il primo che ogni anno pensa a quello successivo; circondato dal Direttivo, è lui il primo che vi mette entusiasmo ed impegno, cuore e mente per fare più grande e più bello il torneo, perché sia di tanti, di tutti. Perché anche il torneo sia il fondo un numero uno. E vi riesce sempre.
100: è il numero dell'augurio, il numero porta-fortuna. Perché auspichiamo che ci siano cento…di questi torneo, perché ci auguriamo che ci siano ancora cento di questi giorni di presentazione, cento giorni di sfide e di vittorie. Cento come numero massimo della pienezza, come somma di tutti i numeri che hanno fatto grande il torneo di tennis di Manerbio.
Elena Ungari