Tennis Club Manerbio

Torneo Savoldi-Cò

Chiarino, un cuore senza confini

Dimmi di sì". Come tutti sapranno, questo è il nome del Torneo Internazionale di Tennis che Manerbio ospita con entusiasmo la 36 edizione.

Strano il destino, perché «Dimmi di sì», insieme a «Dacci una mano», era proprio il motto di un uomo vero del Tennis che se n'è andato troppo presto. Strano il destino, perché quell'uomo, inesauribile ottimista che aveva la capacità di renderti partecipe di ogni progetto, ci ha lasciato il 26 agosto 2004, esattamente a cinque anni di distanza da questa edizione del nostro Challenger.

Quell'uomo si chiamava Chiarino Cimurri, e viene da dare ragione al grande Gianni Clerici, inconfondibile spalla televisiva di Rino Tommasi, che ricordando Chiarino aveva affermato che a scoppiare per primi siano spesso i cuori grandi. Cuore che, per un altro strano scherzo del destino, tradì Cimurri all'improvviso, stroncandolo nel corso di un controllo di routine a soli 65 anni, dopo che per una vita quel cuore era stato per Chiarino l'ispirazione, dal Tennis al Calcio passando per Basket e Ciclismo, facendone un simbolo, con la sua infinita carica d'umanità.

Chiaro Cimurri, per tutti Chiarino, figlio di Giannetto, altra icona dello sport autentico e mitico massaggiatore di Fausto Coppi, non era di Bergamo, ma di Reggio Emilia. Aveva speso una vita per la sua città, salvando dal fallimento prima la Pallacanestro Reggiana, nel 1995, diventandone poi presidente nel 1999, quindi la Reggiana Calcio, nel 2002, con una parentesi da presidente dell'ambizioso progetto della nuova Serie A2 di basket. Chiarino d'altronde era un buono, un amante della vita, e aveva una generosità così grande che non faceva distinzioni tra il cuore e il conto corrente, tanto per citare ancora una volta l'amico di tante avventure Gianni Clerici.

Lo sport nel senso più ampio del termine è sempre stato il suo mondo e la sua vera passione, tanto da spingerlo continuamente verso nuove sfide e nuove persone, tra gioie e delusioni. A Manerbio lo ricordiamo per aver assistito ad alcune partite del nostro Challenger nei primi anni del 2000. «Chiarino era di Reggio, ma si faceva amare ovunque», ricorda Gianni Saldini, direttore del Torneo e presidente del Tennis Club Manerbio, perché il suo impegno così come il suo cuore non aveva confini.

Da sempre innamorato del Tennis, per anni giocatore di Seconda Categoria e consigliere della Federtennis, dal 1988 diventò responsabile del Settore Tecnico della Federazione e quindi accompagnatore della Nazionale in Coppa Davis. Stagioni vissute fianco a fianco con i vari Nargiso, Camporese, Furlan, Pescosolido, Gaudenzi, con Adriano Panatta come capitano azzurro. Gente che ci ha fatto sognare alla Tv, emozioni che Chiarino ha vissuto da vicino, spesso incapace di rimanere costretto nel ruolo ufficiale, soffrendo come tutti noi.

Proprio "noi" era la parola chiave di Chiarino: «Se poteva fare qualcosa per gli altri diceva di sì con grande energia - ricorda ancora Saldini - era uno che rispettava gli impegni presi. Mi piaceva la sua franchezza, il modo semplice e genuino con cui lo potevi avvicinare. E soprattutto aveva il Tennis nel sangue».

Forse fu proprio l'eccesso di entusiasmo, di umanità, a portare alla frattura con la Federtennis nel 1998, alla vigilia della finale di Coppa Davis poi persa con la Svezia: «Dobbiamo ringraziare i giocatori - disse - il merito è tutto loro: la Federazione non c'entra niente». Parole forti, che testimoniano quanto a Cimurri stesse stretta la giacca blu e quanto fosse grande il legame con i veri protagonisti, con la base, con la gente comune.

Adriano Panatta, sconvolto, lo ha ricordato così: «Un grande dirigente, sensibile e preparato, oltre che un amico fraterno». Da anni, Nicola Pietrangeli invoca che a Reggio Emilia venga intitolata almeno una piazza a suo nome: «Da vivo mi hanno dedicato un campo al Foro Italico di Roma, perché non viene fatto lo stesso con Chiarino?».

Qui a Manerbio, il Tennis Club ha deciso di ricordarlo intitolando a suo nome la Coppa al miglior giovane del Torneo. Alla presentazione sarà presente anche il fratello Giorgio, promotore di numerosi eventi che oggi ha preso il testimone della famiglia Cimurri.

Un Torneo dunque attento ai giovani e con uno sguardo al futuro, proprio come sarebbe piaciuto a Chiarino, che a Reggio nel 2003 aveva inaugurato una Scuola Calcio oggi fiorente, oltre che ricoprire per anni il ruolo di responsabile del Settore Giovanile della Federtennis. Lui, semplice e speciale allo stesso tempo, lui che portava avanti l'essenza stessa dello sport, quella vera e genuina che sta via via scomparendo.

A noi, uomini di tennis e non solo, il compito di non spegnere quel fuoco di passione.

Luca Marani

Design & hosting by Perinternet S.r.l. - Xhtml 1.0 - Css 2.0