Sono molte le persone che al torneo "Savoldi-Cò" hanno legato il proprio nome, i propri suggerimenti o che, più semplicemente, al torneo non hanno fatto mancare il proprio appoggio, la propria vicinanza, la propria amicizia. Bruno Quilghini era uno di questi. Maestro tenace ed infaticabile, ben conosceva il significato dell'impegno che lo sport richiedeva agli atleti; ben sapeva che il successo nello sport non è mai regalato ma sempre conquistato.
Ero molto legato al maestro Quilghini. Più di una volta ero stato a trovarlo a Camaiore, vicino a Viareggio, dove si era trasferito con la moglie Anna per essere vicino alla figlia Brunella. Ricordo vividamente i momenti trascorsi insieme in cui mi raccontava qualcosa di lui, per lo più mi narrava di episodi di vita legati allo sport a lui più caro: il tennis. Bruno sentiva molto la lontananza da Brescia, tanto da voler immaginare che il profilo delle Alpi Apuane viste dal proprio balcone fosse quello del nostro Monte Cidneo, il luogo dove aveva iniziato il suo cammino di maestro presso la Forza e Costanza.
Una delle ultime volte che venne a Brescia fu l'anno 2004, in concomitanza con la serata di presentazione della XXXI edizione del torneo Savoldi-Cò. In quell'occasione fu proprio il Maestro Quilghini a premiare i nostri ragazzi per il quinto posto assoluto a livello nazionale nel campionato Under 16.
A lui piaceva molto conoscere la vita tennistica della nostra provincia e sempre aveva un consiglio da dare: un consiglio maturato dalla sua grande esperienza. Un giorno mi inviò parecchi ritagli di giornale dove venivano riportati i successi dei suoi ragazzi, ne allego uno solo accompagnato da poche righe: "Carissimo Gianni, ora non te ne mando più. Ne ho ancora 150 circa ma sono riferiti a quando mi trovavo a Bari, Palermo, Taormina, Perugia. Sono articoli che elogiano quel bischero che sta scrivendo, e molto male perché è troppo vecchio e ha deciso di non scriverne più. Bacioni a tutta la famiglia e a tutti gli sportivi bresciani. Bruno". Ciao Bruno, con te scompare un altro pezzo di storia.
Gianni Saldini