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Articolo tratto da TENNIS ITALIANO (Anno 70 - Ottobre 1999)-Testi di Ettore Ferreri
Nato nel lontano 1939 come centro dopolavoristico di una grande azienda
manufatturiera, questo circolo è progressivamente entrato nel cuore dei
bresciani. Suo fiore all’occhiello è il Challenger Atp da 25.000$ dedicato
alla memoria di un Pilota manerbiese. Il
Tennis Club Manerbio ha da poco festeggiato i sessant’anni di vita
organizzando nella memoria del Tenente Colonnello Antonio Savoldi, pilota
manerbiese scomparso in un incidente di volo, il suo primo Challenger Atp
da 25.000 dollari. A dire il vero. Il torneo intitolato a Savoldi è ormai
diventato una classica del tennis bresciano in quanto si è giocato la
prima volta nel 1974, vale a dire venticinque anni fa, ma allora a
contendersi il trofeo furono per alcuni anni gli ‘ennecì” poi, man mano,
di “terza categoria” (fino al 1981) ed infine i classificati B. E’ solo
dal 1993 che il torneo è diventato “internazionale” ed in quell’anno a
vincere fu un certo Davide Sanguinetti. Ideatore e principale promotore di
questo torneo fu Gianni Saldini cugino del pilota scomparso ed attuale
presidente del Tennis Club Manerbio, carica che ricopre da ben 23 anni.
Chissà se quando lo organizzò per la prima volta Gianni Saldini immaginava
che il suo torneo avrebbe messo radici così profonde (come scrive Elena
Ungari nella presentazione dell’evento manerbiese). Forse le sue speranze
sono state di gran lunga superate dalla realtà, perché oggi il torneo
intitolato alla memoria dell’amico che amava passare le sue ore libere con
lui su un campo da tennis, è diventato uno degli avvenimenti tennistici
più importante dell’intero calendario lombardo, sicuramente il fiore
all’occhiello del circolo manerbiese, un piccolo club che però agisce ed
opera in grande, tanto da diventare, passo dopo passo, il punto di
riferimento di tutto il movimento tennistico bresciano. E non è
sicuramente un caso che il presidente Gianni Saldini ricopra anche la
carica di presidente del Comitato Provinciale della Fit.
Il Tc Manerbio sorge nel 1939 come centro dopolavoristico della Marzotto,
una grande azienda manifatturiera che nella cittadina bresciana occupa
ancora circa 600 persone. Prima tre campi in terra battuta e una piccola
costruzione adibita a magazzino e spogliatoio che però a quei tempi era
già considerata un lusso, come il giocare a tennis che nonostante tutto
restava un privilegio per pochi dirigenti e qualche appassionato
benestante. Bisognerà attendere il dopoguerra, attorno al 1947, perché
anche a Manerbio il tennis diventi a tutti gli effetti uno sport alla
portata di molti e soprattutto un’attività agonistica vera e propria. Di
quegli anni le prime storiche “Coppe Facchinetti” ed i primi tornei di
terza categoria che vedevano immancabilmente primeggiare i tennisti di
città. Manerbio tennistica però cominciò pian piano a ritagliarsi la sua
bella fetta di notorietà nel tennis bresciano e questa “lievitazione” si
evidenziò principalmente nel 1957 quando i più forti giocatori della
gloriosa Forza e Costanza di Brescia (Plevani, Angelici,
Quilghini ed altri comprese le tenniste Danelon e Abbate)
lasciarono in massa il circolo del Castello per trasferirsi al Tc
Manerbio. Proprio in quel periodo l’area su cui sorgevano gli impianti
dopolavoristici della Marzotto passarono di proprietà al Comune di
Manerbio che a sua volta diede in gestione i campi al Tennis Club con una
convenzione che dura tuttora e che trova le due parti perfettamente in
armonia, tanto è vero che negli anni seguenti, l’amministrazione comunale
in accordo con la dirigenza del Circolo, ha in più riprese ristrutturato
gli impianti portando a cinque i campi da tennis, contribuendo alla
copertura fissa di un campo in duro e costruendo una nuovissima club house
che oltre agli spogliatoi e gli uffici, comprende anche un bar ed un
ristorante. |