Tennis.
Confermato alla guida del comitato provinciale Fit.
In
contrapposizione i circoli piccoli
Saldini
rimane al comando
Per
il terzo quadriennio consecutivo Gianni Saldini viene
confermato alla guida del comitato provinciale della
federazione italiana tennis. Così hanno deciso le società,
i giocatori e i tecnici bresciani riuniti ieri in assemblea
al President Hotel di Roncadelle. Saldini, sessantenne di
Manerbio, ha ottenuto l’83 per cento dei voti dei circoli
di fascia A, l’80 di quelli di fascia B e il 45 per cento
tra quelli di fascia C. Il neo presidente ha poi fatto man
bassa dei voti dei giocatori (96 per cento) e di quelli dei
tecnici (72 per cento). A Gianfranco Gentilini, il candidato
contrapposto, è rimasta la soddisfazione di aver vinto la
sola battaglia tra i circoli della fascia C, quelli più
piccoli, dove si annida il dissenso maggiore contro il
comitato.Una piccola scossa, o meglio un avvertimento i
piccoli circoli l’hanno data; ora sta al nuovo comitato
dare risposte positive. Di più non era lecito aspettarsi.
Le elezioni che si sono svolte ieri erano troppo
‘blindati” per risultati diversi. A questa blindatura
aveva contribuito non poco Alessandro Sala, assessore allo
sport della Provincia, che era riuscito a convincere Arturo
Salogni (presidente del Te Capriolo) e Pasquale Finazzi
(presidente del Tc Palazzolo) ad entrare in lista con
Saldini e a portare un contributo di coesione alle diverse
anime del tennis bresciano. Un’operazione riuscita in
pieno che ha avuto il battesimo dello stesso Sala e Valter
Braghini, assessore allo sport del comune di Brescia,
presenti e portatori di qualcosa di più del solito saluto.
Saldini è stato eletto, ma è stata eletta tutta la squadra
in campo a cominciare da Loda (38 voti), Salogni (31),
Fedele (29), Valle (27), Massetti (23) e Finazzi (18). Non
ci sono state sorprese neppure per il rappresentante dei
tecnici (è risultato eletto Doriano Gnocchi con 9 voti
contro i 4 di Caruson) e degli atleti (Aldo Ghirardi con 86
voti contro i 5 dati a Sara Bonomi). Tutto dunque secondo
previsione, così come secondo previsione è stata
l’assemblea animata al punto giusto. La giornata si è
aperta con la relazione di Gianni Saldini che ha fatto il
punto sulla situazione del tennis bresciano («difficile con
tanti problemi ancora da risolvere»), sull’attività
tecnica (da 164 si è passati a 245 agonisti classificati e
da 70 a 76 per le donne), su quella economica (25 milioni il
bilancio del 2000), sul settore marketing e sulla situazione
politica in generale. Un punto quest’ultimo non gradito da
Salogni che ha invece ricordato che è tempo di mettere da
parte le contrapposizioni e guardare alle cose da fare. Ad
accendere l’assemblea ci ha pensato Gianfranco Poletti,
candidato consigliere non eletto (12 voti per lui), che si
è detto contrario alle squadre perché «servono a Roma per
costruire il palazzo» e ha chiesto ai candidati maggiore
coerenza rispetto alle scelte nazionali. Ha continuato
Gianni Esposto e per finire Gianfranco Gentilini, ma alla
fine non è cambiato nulla perché le società bresciane
hanno confermato Saldini e il consiglio uscente.
Salvatore Messineo
- Bresciaoggi