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L'avventura continua   di Franco Piovani 
L'avventura continua. Parlando, o scrivendo di tennis, si può solo dare il senso dell'avventura alla manifestazione che un'altra volta (siamo all'edizione numero 33) mobilita il tennis Club Manerbio.  Sembrava, fin dall'inizio, un'impresa difficile. Ogni anno invece verifichiamo che dura nel tempo grazie a numerose disponibilità e alla generosità delle istituzioni, dal Comune di Manerbio, alla Provincia di Brescia, alla Regione Lombardia e di molte aziende private. E' così che l'organizzazione regge nel nome di due manerbiesi che hanno onorato la Patria con lealtà e coraggio. Il torneo Internazionale di tennis onora gli ufficiali dell'aeronautica Antonio Savoldi e Marco Federico Cò, tragicamente scomparsi in incidenti di volo. Avevano reso il loro servizio nell'arma azzurra ed a Manerbio li si ricorda per la serietà ed il profitto negli studi che davano loro garanzie per il futuro, per la carriera purtroppo stroncata. Antonio Savoldi perdeva la vita il 5 Luglio a Decimomannu, Marco Federico Cò il 20 Agosto 1999 al largo di Porto Empedocle, in ritorno da una missione militare. E' nella loro memoria che Gianni Saldini continua, con pazienza e molta determinazione, ad organizzare il torneo che mette in risalto Manerbio nel panorama tennistico mondiale. Sui campi di piazza Aldo Moro danno vita a gare avvincenti tennisti di primo piano della classifica Atp. L'austriaco Oliver Marach, che ha vinto l'anno scorso, ha partecipato con onore ai campionati internazionali d'Italia del maggio scorso dove pure era presente lo spagnolo Nicolas Almagro, vincitore dell'edizione 2005 del torneo di Manerbio, attualmente al 45° posto della classifica Atp.
Si trova al 18° della classifica Atp quel David Ferrer che nel 2002 fece suo il torneo sommando altri risultati splendidi in successive manifestazioni. Tra i protagonisti del tennis internazionale va elencato pure il francese Oliver Patience nell'albo d'oro dell'edizione 2003.
Sono atleti che al Savoldi-Cò di Manerbio hanno dato prestigio e ne daranno ancora facendo crescere una manifestazione che onora due manerbiesi, simbolo di lealtà e senso del dovere.
 
Festa al TC Manerbio   di Salvatore Messineo
È ancora festa al Tc Manerbio. Per la trentaduesima volta gli appassionati di tennis potranno lustrarsi gli occhi e assistere ad un grande evento, il più grande di Brescia e provincia, secondo in tutta la Lombardia. Un fiore all'occhiello che non può non inorgoglire i dirigenti del circolo e tutti quelli che si adoperano, nel corso della settimana agostana, alla migliore riuscita del "Savoldi-Cò". Un evento ripagato dalla presenza di giocatori importanti, ma anche di giovani aspiranti campioni che proprio da Manerbio hanno spiccato il loro volo. Un nome su tutti: David Ferrer. Quando è venuto a Manerbio nel 2002 era uno dei cento migliori al mondo (77 per la precisione), ma oggi è undicesimo nell'Indesit Atp. Quest'anno ha disputato una semifinale a Vina del Mar Chile (3-6, 6-4, 2-6 contro l'argentino Gaston Gaudio), è giunto al terzo turno a Indian Wells (3-6, 4-6 contro Carlos Moya), è stato semifinalista all'Atp Masters Series di Miami battuto da un certo Rafael Nadal per 4-6, 3-6 e non da uno qualsiasi. Ferrer è stato anche finalista nell'International Series di Valencia, nei quarti all'Atp Masters Series di Montecarlo e semifinalista a Roma, battuto ancora una volta da Nadal in tre set (6-4, 4-6, 5-7) giusto per andare a ritroso nel tempo. Due anni fa è stato il turno di Olivier Patience, un Festa al Tc Manerbio. David Ferrer (ESP) - 1° class. 2002 ventitreenne di Evreux che ha fatto centro e colpito nel cuore molte giovani fanciulle bresciane: nel corso del 2004 è stato però poi capace di raggiungere la 97ª posizione. E quest'anno ha già messo a segno due vittorie in altrettanti Challenger, a Roma contro il connazionale Florent Serra (7-6, 7-5) e a St Brieuc contro il rumeno Victor Ionita per 6-0, 6-2. E che dire del vincitore dell'anno scorso, il focoso Nicolas Almagro. Il ventenne di Murcia ha spiccato il volo proprio da Manerbio battendo in semifinale Alessio Di Mauro e in finale Francesco Aldi (7-6, 6-4) e subito dopo andando a vincere il torneo di Kiev contro il ceco Jiri Vanek (4-6, 6-3, 6-2), arrivare in semifinale a Seville (Spagna) e nei quarti a Helsinki. Oggi, Almagro è 64º al mondo, ma c'è da credere che se riuscirà a controllare il suo spirito guerriero presto potrebbe arrivare a posizioni di maggiore prestigio. Chi sarà l'erede di Almagro, di Patience e di Ferrer? Chi sarà in grado quest'anno di ergersi a protagonista e salire sul jet del "Savoldi-Co'" per spiccare il volo che porta verso alti traguardi? C'è solo da attendere il 28 agosto per conoscere il nuovo protagonista. Una cosa è certa: il vincitore, chiunque egli sia, lascerà il suo segno a Manerbio e nel circuito mondiale.
 

Conto alla rovescia    di Gianfranco Poletti

L'orologio del "Challenger Savoldi-Cò" sta già scandendo il conto alla rovescia. Lo scorso anno toccò allo spagnolo Nicolas Almagro e al palermitano Francesco Aldi, a spalti gremiti, esibirsi nell'ultima sfida. Quel 29 agosto dello scorso anno fu il giovane spagnolo a conquistare il gradino più alto del podio, una vittoria che proiettò lo spagnolo tra i primi cento della classifica mondiale, un posto che il promettente iberico ha ancor più migliorato fino a piazzarsi al numero 75 del mondo. Se quel giorno il successo, gli applausi maggiori, sono andati a Nicolas Almagro, non meno festeggiato era stato il gran regista organizzativo Gianni Saldini. Solo la sua grande passione, la sua forte tenacia sono riusciti a tramutare un piccolo torneo in un appuntamento mondiale con l'elevato montepremi di 50mila dollari. Un volo ininterrotto il suo, un crescendo a piccoli ma decisi passi, per onorare due illustri cittadini di Manerbio, Antonio Savoldi e Marco Cò, due piloti del cielo troppo presto diventati vento. Anche quest'anno dal 20 agosto 2005 i campi del Tennis Manerbio si riempiranno di sport, una edizione Conto alla rovescia Team giudici di linea, raccattapalle con il Supervisor Carmelo Di Dio ancor più ricca di giovani tennisti provenienti da ogni parte del mondo. Gianni Saldini, oltre che organizzatore d'eccellenza, è anche un grande sognatore; al Presidente piace fantasticare e, siamo certi, il suo grande desiderio rimane quello di poter consegnare il primo premio ad un tennista bresciano, un'attesa datata 1988 quando trionfò Renato Vavassori. Quello, il torneo non era ancora diventato internazionale, fu l'ultimo volo bresciano, ora resta soltanto un anelito; bastano le attese prodezze dei nostri Alberto Brizzi e Marco Pedrini. Lo scorso anno sia il cittadino, entrato in tabellone grazie ad una wild card, sia il tennista camuno, hanno dimostrato di essere maturi per il salto di qualità; due bresciani giramondo che stanno lentamente risalendo la classifica mondiale. Li attendiamo anche quest'anno ai nastri di partenza; anche loro parteciperanno alla grande festa mondiale della racchetta che l'attenta regia di Gianni Saldini e dell'intero Tennis Club Manerbio sapranno organizzare con la proverbiale competenza.
 
Restituiamo la scena al tennis   di Elena Ungari
Anche lo sport segue le onde altalenanti della moda. Un tempo giocare a tennis era uno status symbol; campi in terra battuta, circoli tennistici, le mises candide dei tennisti erano un privilegio di pochi, un oggetto di ammirazione e di desiderio. Gli eventi tennistici erano un appuntamento affascinante: la Coppa Davis, il torneo di Wimbledon o Roland Garros riempivano le pagine dei giornali ed i nomi dei grandi tennisti si potevano trovare ovunque, nelle cronache sportive come in quelle rosa. Ora il tennis sembra essere un po' dimenticato. Si è ritirato dalla scena, dove è stato sostituito da altri sport. Innanzitutto dal calcio, il quale, tuttavia, non ha mai perso il primato di essere lo sport "per eccellenza".
Ma anche l'automobilismo ha acquistato fama, con la Formula Uno che resta in ...pole position fra le passioni degli amanti dello sport. Negli ultimi anni, altre discipline si sono aggiunte, nuove pratiche stanno crescendo in popolarità. E il tennis? Il tennis esiste. Lo dimostra il torneo intitolato alla memoria del tenente colonnello Antonio Savoldi e del maggiore Marco Cò, che ogni anno viene disputato sui campi di una cittadina di provincia come può essere Manerbio. Eppure si tratta di un torneo che, in ben trentadue anni di vita, non è più un appuntamento improvvisato (cosa che tra l'altro non è mai stato). È un "Challenger Internazionale" che mette in palio per il vincitore 50 mila dollari; un evento internazionale capace di richiamare giocatori e pubblico dall'Italia, dall'Europa, persino dal Sud America. A farlo diventare grande è stato Gianni Saldini, il quale, in oltre tre decenni, ha curato la crescita di questo appuntamento e la sua annuale organizzazione, con grande passione, professionalità e imprenditorialità. Perché bisogna essere sia sportivi appassionati sia tenaci imprenditori per far radicare e continuare un avvenimento importante come il torneo manerbiese. Questo evento tornerà, anche stavolta, sul finire di agosto. Coinvolgerà tennisti, giornalisti, appassionati (ad iniziare da chi frequenta assiduamente i campi manerbiesi), curiosi. Animerà una piccola cittadina di provincia, che per una settimana sembrerà il centro del mondo. E soprattutto riporterà in primo piano, come è giusto che sia, il tennis.
 
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