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▫ Giornale 2006
L'avventura continua di Franco Piovani
L'avventura continua. Parlando, o scrivendo di tennis, si può solo dare il senso
dell'avventura alla manifestazione che un'altra volta (siamo all'edizione numero
33) mobilita il tennis Club Manerbio. Sembrava, fin dall'inizio, un'impresa difficile.
Ogni anno invece verifichiamo che dura nel tempo grazie a numerose disponibilità
e alla generosità delle istituzioni, dal Comune di Manerbio, alla Provincia di
Brescia, alla Regione Lombardia e di molte aziende private. E' così che l'organizzazione
regge nel nome di due manerbiesi che hanno onorato la Patria con lealtà e coraggio.
Il torneo Internazionale di tennis onora gli ufficiali dell'aeronautica Antonio
Savoldi e Marco Federico Cò, tragicamente scomparsi in incidenti di volo. Avevano
reso il loro servizio nell'arma azzurra ed a Manerbio li si ricorda per la serietà
ed il profitto negli studi che davano loro garanzie per il futuro, per la carriera
purtroppo stroncata. Antonio Savoldi perdeva la vita il 5 Luglio a Decimomannu,
Marco Federico Cò il 20 Agosto 1999 al largo di Porto Empedocle, in ritorno da
una missione militare. E' nella loro memoria che Gianni Saldini continua, con
pazienza e molta determinazione, ad organizzare il torneo che mette in risalto
Manerbio nel panorama tennistico mondiale. Sui campi di piazza Aldo Moro danno
vita a gare avvincenti tennisti di primo piano della classifica Atp. L'austriaco
Oliver Marach, che ha vinto l'anno scorso, ha partecipato con onore ai campionati
internazionali d'Italia del maggio scorso dove pure era presente lo spagnolo Nicolas
Almagro, vincitore dell'edizione 2005 del torneo di Manerbio, attualmente al 45°
posto della classifica Atp.
Si trova al 18° della classifica Atp quel David Ferrer che nel 2002 fece suo il torneo sommando altri risultati splendidi in successive manifestazioni. Tra i protagonisti del tennis internazionale va elencato pure il francese Oliver Patience nell'albo d'oro dell'edizione 2003. Sono atleti che al Savoldi-Cò di Manerbio hanno dato prestigio e ne daranno ancora facendo crescere una manifestazione che onora due manerbiesi, simbolo di lealtà e senso del dovere. Festa al TC Manerbio di Salvatore Messineo
È ancora festa al Tc Manerbio. Per la trentaduesima volta gli appassionati di
tennis potranno lustrarsi gli occhi e assistere ad un grande evento, il più grande
di Brescia e provincia, secondo in tutta la Lombardia. Un fiore all'occhiello
che non può non inorgoglire i dirigenti del circolo e tutti quelli che si adoperano,
nel corso della settimana agostana, alla migliore riuscita del "Savoldi-Cò". Un
evento ripagato dalla presenza di giocatori importanti, ma anche di giovani aspiranti
campioni che proprio da Manerbio hanno spiccato il loro volo. Un nome su tutti:
David Ferrer. Quando è venuto a Manerbio nel 2002 era uno dei cento migliori al
mondo (77 per la precisione), ma oggi è undicesimo nell'Indesit Atp. Quest'anno
ha disputato una semifinale a Vina del Mar Chile (3-6, 6-4, 2-6 contro l'argentino
Gaston Gaudio), è giunto al terzo turno a Indian Wells (3-6, 4-6 contro Carlos
Moya), è stato semifinalista all'Atp Masters Series di Miami battuto da un certo
Rafael Nadal per 4-6, 3-6 e non da uno qualsiasi. Ferrer è stato anche finalista
nell'International Series di Valencia, nei quarti all'Atp Masters Series di Montecarlo
e semifinalista a Roma, battuto ancora una volta da Nadal in tre set (6-4, 4-6,
5-7) giusto per andare a ritroso nel tempo. Due anni fa è stato il turno di Olivier
Patience, un Festa al Tc Manerbio. David Ferrer (ESP) - 1° class. 2002 ventitreenne
di Evreux che ha fatto centro e colpito nel cuore molte giovani fanciulle bresciane:
nel corso del 2004 è stato però poi capace di raggiungere la 97ª posizione. E
quest'anno ha già messo a segno due vittorie in altrettanti Challenger, a Roma
contro il connazionale Florent Serra (7-6, 7-5) e a St Brieuc contro il rumeno
Victor Ionita per 6-0, 6-2. E che dire del vincitore dell'anno scorso, il focoso
Nicolas Almagro. Il ventenne di Murcia ha spiccato il volo proprio da Manerbio
battendo in semifinale Alessio Di Mauro e in finale Francesco Aldi (7-6, 6-4)
e subito dopo andando a vincere il torneo di Kiev contro il ceco Jiri Vanek (4-6,
6-3, 6-2), arrivare in semifinale a Seville (Spagna) e nei quarti a Helsinki.
Oggi, Almagro è 64º al mondo, ma c'è da credere che se riuscirà a controllare
il suo spirito guerriero presto potrebbe arrivare a posizioni di maggiore prestigio.
Chi sarà l'erede di Almagro, di Patience e di Ferrer? Chi sarà in grado quest'anno
di ergersi a protagonista e salire sul jet del "Savoldi-Co'" per spiccare il volo
che porta verso alti traguardi? C'è solo da attendere il 28 agosto per conoscere
il nuovo protagonista. Una cosa è certa: il vincitore, chiunque egli sia, lascerà
il suo segno a Manerbio e nel circuito mondiale.
Conto alla rovescia di Gianfranco PolettiL'orologio del "Challenger Savoldi-Cò" sta già scandendo il conto alla rovescia.
Lo scorso anno toccò allo spagnolo Nicolas Almagro e al palermitano Francesco
Aldi, a spalti gremiti, esibirsi nell'ultima sfida. Quel 29 agosto dello scorso
anno fu il giovane spagnolo a conquistare il gradino più alto del podio, una vittoria
che proiettò lo spagnolo tra i primi cento della classifica mondiale, un posto
che il promettente iberico ha ancor più migliorato fino a piazzarsi al numero
75 del mondo. Se quel giorno il successo, gli applausi maggiori, sono andati a
Nicolas Almagro, non meno festeggiato era stato il gran regista organizzativo
Gianni Saldini. Solo la sua grande passione, la sua forte tenacia sono riusciti
a tramutare un piccolo torneo in un appuntamento mondiale con l'elevato montepremi
di 50mila dollari. Un volo ininterrotto il suo, un crescendo a piccoli ma decisi
passi, per onorare due illustri cittadini di Manerbio, Antonio Savoldi e Marco
Cò, due piloti del cielo troppo presto diventati vento. Anche quest'anno dal 20
agosto 2005 i campi del Tennis Manerbio si riempiranno di sport, una edizione
Conto alla rovescia Team giudici di linea, raccattapalle con il Supervisor Carmelo
Di Dio ancor più ricca di giovani tennisti provenienti da ogni parte del mondo.
Gianni Saldini, oltre che organizzatore d'eccellenza, è anche un grande sognatore;
al Presidente piace fantasticare e, siamo certi, il suo grande desiderio rimane
quello di poter consegnare il primo premio ad un tennista bresciano, un'attesa
datata 1988 quando trionfò Renato Vavassori. Quello, il torneo non era ancora
diventato internazionale, fu l'ultimo volo bresciano, ora resta soltanto un anelito;
bastano le attese prodezze dei nostri Alberto Brizzi e Marco Pedrini. Lo scorso
anno sia il cittadino, entrato in tabellone grazie ad una wild card, sia il tennista
camuno, hanno dimostrato di essere maturi per il salto di qualità; due bresciani
giramondo che stanno lentamente risalendo la classifica mondiale. Li attendiamo
anche quest'anno ai nastri di partenza; anche loro parteciperanno alla grande
festa mondiale della racchetta che l'attenta regia di Gianni Saldini e dell'intero
Tennis Club Manerbio sapranno organizzare con la proverbiale competenza.
Restituiamo la scena al tennis di Elena Ungari
Anche lo sport segue le onde altalenanti della moda. Un tempo giocare a tennis
era uno status symbol; campi in terra battuta, circoli tennistici, le mises candide
dei tennisti erano un privilegio di pochi, un oggetto di ammirazione e di desiderio.
Gli eventi tennistici erano un appuntamento affascinante: la Coppa Davis, il torneo
di Wimbledon o Roland Garros riempivano le pagine dei giornali ed i nomi dei grandi
tennisti si potevano trovare ovunque, nelle cronache sportive come in quelle rosa.
Ora il tennis sembra essere un po' dimenticato. Si è ritirato dalla scena, dove
è stato sostituito da altri sport. Innanzitutto dal calcio, il quale, tuttavia,
non ha mai perso il primato di essere lo sport "per eccellenza".
Ma anche l'automobilismo ha acquistato fama, con la Formula Uno che resta in ...pole position fra le passioni degli amanti dello sport. Negli ultimi anni, altre discipline si sono aggiunte, nuove pratiche stanno crescendo in popolarità. E il tennis? Il tennis esiste. Lo dimostra il torneo intitolato alla memoria del tenente colonnello Antonio Savoldi e del maggiore Marco Cò, che ogni anno viene disputato sui campi di una cittadina di provincia come può essere Manerbio. Eppure si tratta di un torneo che, in ben trentadue anni di vita, non è più un appuntamento improvvisato (cosa che tra l'altro non è mai stato). È un "Challenger Internazionale" che mette in palio per il vincitore 50 mila dollari; un evento internazionale capace di richiamare giocatori e pubblico dall'Italia, dall'Europa, persino dal Sud America. A farlo diventare grande è stato Gianni Saldini, il quale, in oltre tre decenni, ha curato la crescita di questo appuntamento e la sua annuale organizzazione, con grande passione, professionalità e imprenditorialità. Perché bisogna essere sia sportivi appassionati sia tenaci imprenditori per far radicare e continuare un avvenimento importante come il torneo manerbiese. Questo evento tornerà, anche stavolta, sul finire di agosto. Coinvolgerà tennisti, giornalisti, appassionati (ad iniziare da chi frequenta assiduamente i campi manerbiesi), curiosi. Animerà una piccola cittadina di provincia, che per una settimana sembrerà il centro del mondo. E soprattutto riporterà in primo piano, come è giusto che sia, il tennis. |
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