Spentasi la stella Muster, sul cielo di Manerbio, dove si sta disputando la 38a edizione del «Savoldi-Cò», trofeo «Dimmidisì» di 100 mila dollari di tennis, ha iniziato a brillare quella del giamaicano Dustin Brown, in attesa che oggi possa splendere quella dell'azzurro Simone Bolelli opposto al serbo Pashanski.
Il 28enne di Celle (Germania) ma residente a Montego Bay (Jamaica), dove si è trasferito nel 1996, ieri ha dato spettacolo contro il forte russo Eugeny Korolev cercando di rimanere concentrato dalla prima all'ultima pallina.
«Ho fatto il bravo e sono stato sempre attento - ammette il giamaicano -. Sapevo che sarebbe stato un incontro molto difficile e così è stato».
BROWN, numero 119 nell'attuale classifica mondiale, ma 89 a gennaio di quest'anno, mette le cose in modo semplice volando sul 3-0 nel primo set e facendo correre inutilmente il russo con le sue smorzatine da fiaccare il fisico e la mente.
Korolev, 23enne di Mosca sceso in classifica mondiale a numero 245 dopo essere stato 46 a febbraio dell'anno scorso, fatica a prendere le misure al suo avversario e soprattutto a capire il punto debole del giamaicano e va sotto per 2-5.
Il bandolo della matassa lo trova al nono gioco, quando costringe Brown a giocare con il rovescio, che non è certo il suo colpo migliore, e a metterlo in condizione di non poter fare giochi di prestigio con una bella palla profonda. Korolev si riprende il servizio e riapre il match (4-5). Il russo fa di più: si aggiudica, seppure a fatica il suo turno di battuta, annullando una palla break, e poi brecca il suo avversario concedendogli un solo quindici con la solita tecnica di inchiodarlo sul suo rovescio (6-5).
Sembra fatta e invece Korolev infila sei errori di fila da suicidio e si ritrova in un amen 6-6 e sotto 0-2 nel tie break. Brown non può chiedere di meglio e approfitta dello stato di confusione dell'avversario per chiudere con un netto 7-2.
«Ho giocato davvero un bel tie break - dice Brown alla fine -. Lui mi è sembrato però molto nervoso, anche se era tornato molto bene in partita dopo un brutto inizio».
KOROLEV non si dà per vinto e vola sul 2-0 a inizio secondo set strappando il servizio all'avversario al secondo gioco. Brown non sta a guardare e si riprende immediatamente, infila la bellezza di sei giochi consecutivi che gli consentono di andare a vincere il match per 6-2, lasciando senza parole un esterefatto russo costretto ad ascoltare ammutolito le critiche severe che il coach (suo padre) gli impartisce a fine gara.
«Sono contento di aver vinto e soprattutto di essere stato capace di recuperare immediatamente lo svantaggio del secondo set - dice Dustin Brown subito dopo gli esercizi di stretching sulla terra del parco del tennis Manerbio -. Ma non è stata una cosa facile giocare in rimonta. Bene il quarto game, lungo e difficile, in cui ho annullato un paio di palle break pericolose. Ci vediamo domenica? Lo spero».