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24/08/2011 - BRESCIAOGGI - Muster saluta Manerbio ma esce tra gli applausi

A Manerbio si spegne subito la stella di Thomas Muster, l'ex numero al mondo (classifiche 1996) capace di richiamare un pubblico da record già nel primo turno con il tutto esaurito in tribuna tipo delle finali. A quasi 44 anni (li compirà il 2 ottobre) è tornato in campo per una nuova sfida, ma al Trofeo Dimmidisì-Memorial Savoldi-Cò si deve arrende subito al più giovane Daniel Munoz De La Nava, fresco vincitore del torneo di Cordenons.

L'EX NUMERO 1 è stato sconfitto in soli due set, ma ha fatto la sua parte, almeno quella che gli consente il suo fisico attuale contro avversari che viaggiano come schegge e tirano a mille con velocità impressionante. «So che la gente era venuta a vedermi e non potevo certo deluderla con una prestazione banale - ammetterà Muster a fine incontro -. Ho dato tutto fino alla fine per rispetto della gente, giocando a tratti bene. Ho perso e mi dispiace come penso sia dispiaciuto a tutti i tifosi che sono venuti a vedermi, ma sono contento perchè ho visto dei progressi».

PER I PRIMI sei game effettivamente non si poteva certo dire che ci fosse una differenza abissale tra Muster e il più giovane spagnolo Munoz De La Nava (tra i due corrono 15 anni di differenza). L'austriaco saltellava a fondo campo come se fosse stato morso da una tarantola e aggrediva la pallina come ai tempi migliori: si aggiudicava i suoi primi due turni di servizio, ma era costretto a cedere il terzo quando sparava un diritto largo e poi arrivava su una palla corta velenosa dello spagnolo, ma spediva fuori (2-4). «Ho davvero giocato bene nei primi sei game - ammetterà Muster -. Forse potevo fare qualcosa di più se fossi stato più fortunato o se il mio avversario avesse preso qualche riga in meno, ma questo è il tennis. E io amo questo sport ed è per questo che sono tornato a giocare».

E sul 2-4 in casa dell'austriaco si è praticamente spenta la luce. Muster ha cominciato ad accorciare e a sbagliare con maggiore frequenza raccogliendo un solo quindici nei successivi due parziali (2-6 in mezz'ora). Non ha comunque mollato nel secondo set ed ha continuato a lottare, ma ha subito il break al secondo game grazie a tre palline vincenti consecutive di Munoz De La Nava. Da quel momento è sembrato che fosse calato il sipario e in effetti l'austriaco subiva altri tre giochi consecutivi raccogliendo la miseria di un solo quindici.

E sullo 0-5, Munoz ha voluto risparmiare all'ex numero uno l'umiliazione del 6-0 e si è concesso una lieve pausa: «Č vero, volevo lasciare a Muster un game - conferma il 29enne oggi 233 al mondo -, solo che poi non sapevo più come chiudere il match. Mi sono ingarbugliato la vita, anche se è stato comunque un piacere giocare contro un atleta dello spessore e del blasone dell'austriaco».

MUSTER non si è accontentato del game ed è addirittura riuscito a strappare il servizio al suo avversario alla prima palla break a sua disposizione (2-5). E non era ancora finita. L'ex numero uno al mondo strappava applausi quando si piegava per portare a segno una volée di rovescio per poi chiudere il punto con uno smash imprendibile , mettendo le basi per il 3-5. «Ho avuto la chance per ritornare nel match - dirà Muster -, ma il mio avversario ha giocato bene, con ottima velocità e poi aveva il morale alle stelle per la vittoria a Cordenons. Io però sono stato in partita fino alla fine. Lo dovevo al pubblico che era venuto a vedermi».

L'AUSTRIACO ha continuato ad aggredire la pallina, è andato 30-15, poi un passante lungo linea da applausi di Munoz gli ha fatto capire che era arrivato al capolinea. Lo spagnolo stavolta non s'inteneriva, tirava un paio di servizi al fulmicotone e chiudeva l'incontro per 6-3 in un'ora e 6' di gioco.

Munoz De La Pena può continuare a sperare di fare il bis («Non faccio programmi, gioco tranquillo partita dopo partita senza pormi obiettivi a lunga scadenza»), Muster invece fa i bagagli e si appresta a partire verso Todi, poi Madrid e forse, se avrà una wild card, per Palermo. Finchè dura la grande passione che arde nel suo cuore.

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