Primo turno fatale per i tre bresciani che hanno avuto la wild card per le qualificazioni dell'edizione numero 36 del 75 mila dollari del «Savoldi-Cò», trofeo »Dimmidisì».
Niccolò Mugelli, Gianluca Marchiori ed Enrico Berta hanno fatto il possibile, ma non c'è stato nulla da fare per superare il primo turno. A difendere i colori bresciani ora c'è solo il camuno Alberto Brizzi. Il giocatore di Cogno, incluso in tabellone per meriti propri (256 al mondo), incontrerà al primo turno (domani o al più tardi martedì) uno dei quattro giocatori che otterranno oggi (inizio alle 10 con doppio turno) la qualificazione.
IL SORTEGGIO ha riservato il compito più difficile a Enrico Berta. Il 3.5 di Manerbio è stato opposto al cileno Hans Podlipnik-Castillo, 21 anni, di Santiago, numero 384 dal mondo, già vincitore quest'anno del Futures di Jurmala (Lettonia) contro l'azzurro Marco Simoni (6-1, 6-0) e finalista in un altro torneo di pari categoria in Turchia.
A fare la differenza è stato soprattutto il servizio non solo in termini di ace (0-3), ma anche in termini di punti con la prima palla (52 per cento contro il 74) e soprattutto della seconda (25 contro il 67). Ovviamente, meno incisiva la risposta di Berta (26 per cento contro il 48) che alla fine ha determinato il netto punteggio di 6-0, 6-2.
MUGELLI ha invece giocato un match quasi alla pari contro il pisano Matteo Marrai 396 della classifica Atp. Il giocatore di Desenzano ha pareggiato il numero di ace (3), ha avuto un'ottima percentuale di punti sul suo servizio (70 per cento contro il 76 del suo avversario) concedendo solo 4 break points, ma riuscendone a salvare solo uno. Più cinico o forse più esperto il pisano, che ha invece concesso ben 7 break points, ma alla fine ne ha salvati ben 6. E sono stati appunto i punti pesanti, quelli che più scottavano, a fare la differenza e a far pendere la bilancia a favore di Marrai che si è imposto con il punteggio di 6-3, 6-4 in un'ora e 18' di gioco.
IL MATCH più lungo è stato quello di Gianluca Marchiori (quasi due ore di partita). Il bresciano, ex allievo di Gianni Capacchietti, ha tenuto molto bene il campo contro il ventenne palermitano Antonio Comporto, 685 nella classifica mondiale, ma nel terzo set (sul 3-0) è stato tradito da un stiramento alla gamba. «Avevo già male e avevo rischiesto già nel secondo set l'intervento del fisioterapista che mi aveva messo a posto - spiega Marchiori -. Nel primo gioco del terzo set, il mio avversario mi ha fatto una palla corta e nel tentativo di recuperarla ho sentito un dolore alla gamba. Ho cercato di stringere i denti, ma non sono riuscito a portare in porto la partita. Peccato, perchè stavo giocando bene ed ero molto fiducioso. Non ci voleva l'infortunio».
Peccato davvero, ma per Marchiori è comunque un buon segnale per continuare su questa strada. Comporto, già finalista quest'anno al 15 mila dollari di Padova, non era certo un avversario agevole ed essere riuscito a strappargli un set, dopo aver perso il primo per 1-6, addirittura al tie break per 7-5 indica che la tempra c'è e che bisogna solo continuare a lavorare.